Un quiz di Weenect, a cui hanno partecipato quasi 5.000 proprietari di animali domestici in Europa, rivela che l’Italia ottiene il punteggio più alto tra tutti i Paesi nelle domande sulla tecnologia GPS, ma mostra maggiori lacune sulla normativa relativa agli animali domestici oltre confine

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Parigi, luglio 2026. Quando, nell’aprile 2026, il Parlamento europeo ha votato a favore dell’obbligo di microchip per tutti i cani e i gatti nell’UE – nell’ambito di un più ampio pacchetto sul benessere animale – è emersa una domanda importante: quanto conoscono davvero le regole i proprietari di animali domestici? Per scoprirlo, Weenect, uno dei principali marchi europei di localizzatori GPS, ha analizzato le risposte di 4.997 proprietari di animali in Francia, Germania, Spagna, Italia, Paesi Bassi e Regno Unito, che hanno completato un quiz di 16 domande sulle norme relative agli animali domestici, sui requisiti di identificazione e sulle tecnologie di localizzazione. I risultati evidenziano una solida conoscenza complessiva, ma anche significative lacune riguardo alle normative nazionali.
La Spagna ha ottenuto il punteggio medio più alto dell’indagine (81,6%), seguita da vicino dalla Germania (80,9%). L’Italia ha raggiunto il 78,4%, in linea con la Francia e davanti a Regno Unito e Paesi Bassi. Nei sei Paesi, i partecipanti hanno risposto correttamente in media a 13 domande su 16 – un risultato elevato – con gli intervistati italiani particolarmente distintisi nelle domande sulla tecnologia.
Alla domanda su quali Paesi non prevedano un divieto nazionale dei collari elettrici, gli intervistati di tutti e sei i Paesi hanno mostrato notevoli difficoltà. Solo circa una persona su tre ha risposto correttamente, rendendola l’unica domanda con una media ponderata inferiore al 30% in Europa.
Per la domanda sui collari elettrici, il 34,3% degli intervistati italiani ha fornito una risposta completamente corretta, un dato leggermente superiore alla media europea del 28,3%. I risultati mostrano uno schema ricorrente: mentre la maggior parte degli italiani ha correttamente indicato che negli Stati Uniti non esiste un divieto federale (77,9%), molti meno sapevano che lo stesso vale per il Regno Unito (46,5%), un Paese al quale vengono spesso attribuite norme sul benessere animale più rigorose di quanto non siano in realtà.
L’88,4% degli intervistati italiani ha correttamente indicato che, per attraversare le frontiere dell’UE, cani, gatti e furetti devono essere identificati tramite microchip, vaccinati contro la rabbia e muniti di passaporto europeo per animali da compagnia. Si tratta di un risultato elevato, sostanzialmente in linea con quello della maggior parte degli altri Paesi europei. L’unica eccezione degna di nota è la Spagna, dove il 96,5% ha risposto correttamente, il dato più alto dell’intera indagine.
La nuova normativa europea sul microchip – che prevede la registrazione nelle banche dati nazionali e lo scambio dei dati tra gli Stati membri – rafforzerà ulteriormente questi requisiti e renderà più semplice ricongiungere gli animali ai loro proprietari qualora si smarriscano all’estero.
I risultati dell’Italia sono caratterizzati da una solida competenza tecnica, accompagnata però da una minore conoscenza degli aspetti normativi specifici. Alla domanda sulla regola spagnola delle 24 ore – che, ai sensi della Legge 7/2023, vieta di lasciare un cane senza supervisione per più di 24 ore consecutive e si applica specificamente ai cani, non a tutti gli animali domestici – solo il 17,4% degli intervistati italiani ha risposto correttamente, contro una media europea del 21,5%. Alla domanda sull’obbligo previsto in Germania per gli inquilini di informare il proprietario dell’immobile prima di tenere un animale domestico – una regola più rigida e formalizzata rispetto a quella della maggior parte degli altri Paesi europei – ha risposto correttamente il 62,8%, il secondo risultato più basso dopo quello del Regno Unito (54,4%).
L’Italia si è classificata al primo posto tra i sei Paesi nella domanda sulla precisione del GPS negli ambienti urbani, con il 99,4% di risposte corrette, davanti alla Germania (98,8%) e alla Spagna (97,4%). Nella distinzione tra Bluetooth e GPS, l’Italia ha ottenuto il 95,9%, il punteggio più alto a pari merito con la Spagna. Gli intervistati italiani hanno inoltre raggiunto il 95,9% nella domanda sul riconoscimento degli animali come esseri senzienti nella legislazione francese, superando la media europea del 91,9%.
Queste conoscenze hanno conseguenze concrete: scegliere la tecnologia giusta incide direttamente sull’affidabilità con cui è possibile ritrovare un animale smarrito. Il fatto che i proprietari europei sappiano distinguere ampiamente tra queste tecnologie rappresenta un segnale incoraggiante per la sicurezza degli animali in tutto il continente.
Il quiz è ancora disponibile su weenect.com per chiunque desideri mettere alla prova le proprie conoscenze.
Weenect è stata fondata nel gennaio 2012 da Adrien Harmel, Bénédicte de Villemeur-Vieille e Ferdinand Rousseau. È un’azienda francese specializzata in localizzatori GPS per cani e gatti, dotati di funzionalità come la localizzazione GPS in tempo reale con aggiornamento ogni secondo, il monitoraggio dell’attività, l’educazione al richiamo e molto altro ancora. La localizzazione GPS funziona in tempo reale e senza limiti di distanza. I prodotti Weenect sono distribuiti da oltre 2.000 negozi e piattaforme partner. Più di 350.000 proprietari di animali si affidano già ai localizzatori Weenect.
CONTATTO STAMPA
Anna-Maria Gerhart
Brand & Media Relations
Ulteriori informazioni su www.weenect.com