I dati GPS di circa 1.000 gatti, 100 per Paese in dieci nazioni, rivelano una vita felina che spazia dalle sieste spagnole ai quartieri che non dormono mai.
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Parigi, agosto 2026. I gatti sono misteriosi. Dove vanno davvero durante le loro avventure all'aperto? Quanto è grande, in realtà, il loro territorio? E ci sono differenze tra i vari Paesi? È proprio questo che Weenect, uno dei principali marchi europei di localizzazione GPS per animali, ha voluto scoprire con la sua più ampia analisi del territorio dei gatti mai realizzata. Sono stati analizzati dati di localizzazione anonimizzati di circa 1.000 gatti di clienti* che indossavano già un localizzatore GPS Weenect, in dieci Paesi (DE, AT, CH, FR, IT, ES, GB, NL, BE, US) - circa 100 gatti selezionati a caso per Paese, ciascuno tenuto a fornire dati di tracciamento continui per quattro settimane. Oltre 24.000 rilevamenti giornalieri e uno dei ritratti più dettagliati mai realizzati sul reale comportamento dei gatti all'aperto - per sesso, per stato di sterilizzazione e, soprattutto, per Paese.
Tra i 95 gatti italiani inclusi nello studio è emerso un risultato che mette in discussione una convinzione diffusa: con appena il 73,7%, l'Italia ha il tasso di sterilizzazione più basso di tutti e dieci i Paesi, ben al di sotto del tasso complessivo dello studio dell'85,4%. Il buon senso suggerirebbe che ciò comporti maggiori spostamenti, territori più ampi e più attività notturna. I gatti italiani smentiscono questa aspettativa: come mostrano le sezioni seguenti, hanno il territorio più piccolo tra tutti i Paesi dello studio e un'attività notturna inferiore alla media.
Per quanto riguarda i maschi in particolare, ciò rientra in una tendenza più ampia osservata nell'intero studio: i maschi non sterilizzati coprono solo circa il 10% di terreno in più (in mediana) rispetto ai maschi sterilizzati - una differenza molto più piccola di quanto suggerisca la reputazione del «maschio intero».
Il sesso in sé ha un effetto molto più marcato: i maschi sterilizzati coprono comunque circa il 59% di terreno in più rispetto alle femmine sterilizzate ed escono quasi il doppio delle volte, indipendentemente dal tasso di sterilizzazione complessivo di un Paese.
Per le femmine, invece, il quadro è molto meno chiaro: solo 16 femmine non sterilizzate sono state monitorate abbastanza a lungo nell'arco dell'intero studio da poter essere incluse nell'analisi - troppo poche per trarre una conclusione attendibile. Questo numero ridotto riflette anche una raccomandazione più ampia: molte organizzazioni per il benessere degli animali, e alcuni comuni, consigliano - o addirittura impongono - di lasciar uscire le femmine solo dopo la sterilizzazione, dato il rischio molto più elevato di una cucciolata indesiderata.
Da nessuna parte questo è più evidente che nelle dimensioni del territorio. Una gatta tipica rivendica un territorio di circa 10.700 m² - all'incirca un campo da calcio e mezzo. Un gatto tipico ne copre grossomodo 20.000 m² - quasi il doppio. Esce anche più spesso (circa 2,0 volte al giorno contro 1,2) e passa più notti all'aperto. Entrambi tornano a casa in modo affidabile - il maschio si limita a fare il giro più lungo.
Poco meno di due gatti italiani su tre - il 64,2% - sono stati visti all'aperto di notte almeno una volta durante le quattro settimane dello studio, solo di poco più del minimo europeo dell'Austria (62,9%) e nettamente al di sotto della media dello studio, dove quasi tre gatti su quattro (74,3%) mostravano questo comportamento. In altre parole: su ogni dieci gatti italiani, circa sei o sette escono col buio a un certo punto nell'arco di un mese - gli altri restano in casa ogni singola notte.
Con una mediana di appena 10.754 m², i gatti italiani hanno il territorio più piccolo di tutti e dieci i Paesi - il che fa dell'Italia il caso più chiaro dello studio per dissociare il tasso di sterilizzazione dalle abitudini di spostamento. Anche il rapporto tra i sessi in Italia è particolare: con il 46,3% di maschi e il 40,0% di femmine, è il più equilibrato tra tutti i Paesi studiati.
Un gatto con un territorio molto più esteso di quanto si pensasse, o uno più attivo di notte del previsto, rappresenta esattamente il tipo di comportamento facile da non notare senza un modo per osservarlo. Il tracciamento GPS - come quello di Weenect - rende visibili questi schemi comportamentali: non per limitare la libertà del gatto, ma per trasformare un'abitudine altrimenti invisibile in una vera tranquillità per le persone che lo amano. Lo studio completo, che include i profili di tutti i dieci paesi e ulteriori risultati, è disponibile su https://www.weenect.com/it/it/lab/analisi-territorio-gatto/.
Fondata nel gennaio 2012 da Adrien Harmel, Bénédicte de Villemeur-Vieille e Ferdinand Rousseau, Weenect è un'azienda francese specializzata in localizzatori GPS per cani e gatti, pensati per permettere agli animali di muoversi in sicurezza e tornare sempre a casa. Raccomandata da veterinari e associazioni per la protezione degli animali, e in collaborazione con registri nazionali come I-CAD in Francia e TASSO e.V. in Germania, Weenect offre localizzatori con garanzia a vita che assicurano una localizzazione in tempo reale ogni secondo, l'analisi della cronologia, il monitoraggio dell'attività e molto altro, per evitare che gli animali si perdano. I prodotti Weenect sono disponibili in oltre 2.000 negozi e piattaforme partner e sono utilizzati da più di 350.000 proprietari di animali in tutto il mondo.